1348: Ex Voto
L'opera prima di Sedleo ci porta in un'Italia medievale falcidiata dalla peste. Tra limiti tecnici evidenti e polemiche pretestuose da parte della community, un'avventura acerba ma dal grande fascino atmosferico.
L'opera prima di Sedleo ci porta in un'Italia medievale falcidiata dalla peste. Tra limiti tecnici evidenti e polemiche pretestuose da parte della community, un'avventura acerba ma dal grande fascino atmosferico.
Un titolo per ora apprezzato, soprattutto per continuare spiritualmente la saga di Baldur's Gate 3; una vicinanza dovuta non solo alla stessa base di regole condivisa con Dungeons & Dragons, ma anche per l'impostazione del mondo di gioco, delle meccaniche e del gameplay.
Tra armi logorroiche, satira anticapitalista spietata e un provvidenziale skateboard, High on Life 2 non cerca di essere il capolavoro dell'anno, ma si accontenta felicemente di farti divertire con la sua caciarona follia. Un sequel imperfetto, ma incredibilmente godibile.
Trent'anni dopo l'incubo di Raccoon City, Capcom riapre le danze con Resident Evil Requiem, un nono capitolo diviso a metà tra survival horror puro e action esagerato. Da giocatore che regge malissimo l'ansia (e che non si vergogna di ammetterlo), mi sono armato di coraggio, mouse e tastiera per scoprire se questo ambizioso ritorno alle origini sia un capolavoro o un pasticcio nostalgico. Tra picchi di puro terrore e calci rotanti, ecco la mia esperienza.
Se bazzicate da un po' nel mondo dei videogiochi, saprete che ci sono titoli che si giocano per la sfida e titoli che si vivono per l'atmosfera. South of Midnight, l'ultima fatica di Compulsion Games, appartiene prepotentemente alla seconda categoria. Mi sono immerso in un'avventura che prometteva di essere una fiaba oscura, scoprendo un'opera dal cuore enorme ma con qualche inciampo strutturale che è impossibile ignorare.
Ogni nuovo inizio giunge dall'epilogo di qualcos'altro: Arise, a simple story, ci racconta quello che può essere parte di vissuto di ciascuno di noi e ci ricorda che tutti abbiamo una storia, a volte difficile da ripercorrere.
Non penso che Mewgenics possa definirsi il successore diretto di The Binding of Isaac. Ne reincarna certamente lo stile artistico, l'irriverenza, quel pizzico di scabroso che non guasta mai e ne plagia l'anima caotica; ma aggiunge meccaniche e livelli di sfida nuovi che, in fin dei conti, lo rendono un gioco fresco e decisamente assuefacente.