Arise: a simple story

Arise, a simple story
Sviluppatore / Publisher: Piccolo Studio / Techland Publishing
Genere: Puzzle Platformer / Avventura narrativa
Durata gameplay: 4,4 ore (no 100%, solo campagna principale)
Ogni nuovo inizio giunge dall'epilogo di qualcos'altro: Arise, a simple story, ci racconta quello che può essere parte di vissuto di ciascuno di noi e ci ricorda che tutti abbiamo una storia, a volte difficile da ripercorrere.
Impressioni
Personalmente ho un problema con quelli che da poco tempo vengono definiti "cozy games": sono senza dubbio molto rilassanti, come l'etichetta affibbiatagli suggerirebbe, ma finiscono sempre per toccare alcune corde emotive che fanno di quel momento "chill" un'introspezione non sempre richiesta. In un modo o nell'altro, cacciano fuori tutta quell'empatia che non sempre vorrei avere e, nel peggiore dei casi, anche qualche lacrima.

Arise, a simple story, è un gioco che ho scoperto per caso, in una delle tante offerte che periodicamente propongono titoli non proprio recenti ad un prezzo esageratamente basso. Non mi sono fatto mancare l'occasione di acquistarlo a scatola chiusa, visto che, alla fin fine, ho un debole per le lacrime.
In realtà non volevo porla in questi termini forse un po' troppo esagerati, ma chiarire subito questi aspetti vi aiuterà sicuramente a capire se è il genere di titolo che fa per voi, oppure no. Del resto, che il gioco sia semplice ci viene suggerito già dal suo titolo: quello che ci troviamo immediatamente di fronte è un mondo artisticamente appagante, delineato da un 3D senza alcuna pretesa e renderizzato da un Unreal Engine 4 che, se non per qualche effetto o transizione particolare, non deve minimamente sforzarsi di stupirci con chissà quali tecnologie. Ciò su cui punta Arise è il primo impatto, il colpo d'occhio, che a mio avviso setta già il mood giusto e mette le cose in chiaro: non ci sarà azione, solo progresso; e una narrazione che non parla, ma ripercorre un vissuto.
Quasi inutile specificarlo, ma ovviamente a fare da contorno alla nostra avventura ci sarà una colonna sonora volutamente toccante quando serve, trionfante nei giusti momenti e a malapena percepibile quando è richiesto un cambio d'umore repentino. Insomma, questo gioco fa quello che promette nel titolo: racconta una storia semplice, senza pretese.
Modalità di gioco
Le poche meccaniche previste da questo gioco si basano fortemente sul platforming. Dal momento che lo storytelling è lineare e non prevede diramazioni di alcun tipo, l'unica dinamica ripetuta nel gioco è quella in cui ci troveremo a dover capire come superare un ostacolo, raggiungere una nuova zona o evitare un pericolo.
Oltre alle azioni basilari che più o meno qualsiasi platform ci propone (salto, arrampicata, uso del rampino), avremo un'ulteriore e affascinante possibilità: controllare il tempo. Questa abilità si rifletterà direttamente sull'ambiente circostante. Se una piattaforma è troppo alta da raggiungere, mandare avanti le stagioni farà crescere un cumulo di neve che potremo sfruttare per arrivare in cima, o magari altererà il livello dell'acqua per aiutarci a proseguire.
L'intera avventura si svolge su due "piani" differenti: una macro-area che segnerà il nostro progresso (fungendo da hub) e i singoli livelli veri e propri. Man mano che avanzeremo nel gioco sbloccheremo nuove zone che verranno aggiunte al percorso principale. Ogni area è confinata a un binario rigorosamente lineare che dovremo seguire per completarla; tuttavia, esplorando più a fondo, potremo trovare di tanto in tanto dei collezionabili. Per quanto non siano imprescindibili per la totale comprensione del contesto e della storia, aggiungono elementi di trama che arricchiscono l'esperienza complessiva.
È prevista inoltre una modalità cooperativa in locale, pensata per condividere il viaggio gestendo separatamente personaggio e poteri temporali.
Storia
Non abbiamo nomi altisonanti di protagonisti, né eroi con un passato oscuro o con una battaglia epica da affrontare; qui la battaglia è unicamente interiore, così come lo è il viaggio che intraprenderà il personaggio che guideremo. Mi mantengo volutamente sul vago perché, vista anche la brevità del titolo, riuscirete già dai primissimi minuti a farvi un'idea e a contestualizzare il tutto. Vale la pena vivere quest'esperienza senza avere troppe informazioni pregresse.
Si tratta, in sostanza, di una storia che viene raccontata al contrario: a volte, ripercorrere i propri passi non è necessariamente un modo di fare ammenda, ma semplicemente un mezzo per trovare la pace interiore, sconfiggendo i demoni del proprio passato.
Luci e ombre del viaggio
Nonostante il forte impatto emotivo e la direzione artistica lodevole, l'esperienza non è esente da inciampi strutturali. La natura stessa del platforming, infatti, risulta a tratti poco fluida; dover ripetere salti imprecisi in momenti di forte tensione emotiva spezza bruscamente il ritmo narrativo, annacquando l'immersione. A questo si aggiunge un certo grado di disconnessione tra l'estetica e la giocabilità: sebbene grafica e colonna sonora siano eccellenti, il mix tra immagine, tono drammatico, gameplay basilare e narrazione non sempre si integra alla perfezione, restituendo una sensazione di "mish-mash" concettuale. La manipolazione temporale, per quanto inizialmente molto originale, finisce per appoggiarsi su puzzle che diventano presto prevedibili, non aggiungendo sufficiente varietà alla formula. Complice anche una durata complessiva molto contenuta (dalle 4 alle 6 ore), la storia appare talvolta fin troppo "semplice" e meno esplorata di quanto le premesse sembrassero suggerire. Infine, per chi volesse affrontare l'avventura in compagnia, va segnalato che la modalità cooperativa risulta poco equilibrata, con il rischio concreto che il secondo giocatore finisca per sentirsi marginalizzato rispetto alle dinamiche di esplorazione principali.