High On Life 2

High on Life 2
Durata Gameplay: 13.7 ore (solo main, no completista, difficoltà normale)
Tra armi logorroiche, satira anticapitalista spietata e un provvidenziale skateboard, High on Life 2 non cerca di essere il capolavoro dell'anno, ma si accontenta felicemente di farti divertire con la sua caciarona follia. Un sequel imperfetto, ma incredibilmente godibile.
Impressioni
High on Life è... divertente.
E il secondo capitolo non è da meno. Per quanto possa suonare derubricante a una mera macchietta videoludica o in qualche modo negativo, in realtà non lo trovo così scontato. Il debutto di questa serie, avvenuto nel 2022, introduceva un universo sci-fi piuttosto semplice, costruito attorno a un sarcasmo e a un'irriverenza distintivi che potevano non piacere per partito preso, oppure risultare divertenti e godibili. In questa seconda tornata, l'ironia si riconferma e viene forse anche accentuata: una scelta che ho personalmente gradito e che non è risultata eccessivamente fastidiosa (o, come si usa dire di questi tempi, puro "fanservice").

Poiché mi sono ripromesso di non dare un taglio eccessivamente giornalistico o autorevole (entrambi aspetti che, in ogni caso, non mi competono), non credo riuscirò a tirare questa review per le lunghe. Non tanto per partito preso, quanto perché l'esperienza di questa run è stata davvero così: semplice, diretta, senza pretese e godibile; direi quasi "di compagnia".
Non parliamo di un capolavoro sotto nessun aspetto, e trovo che questo sia un fattore fondamentalmente positivo. Ultimamente sembra esistano solo due reazioni possibili: il grido al miracolo o la delusione totale. Collocarsi nel mezzo diventa per me quella sufficienza "di cuore" che al liceo ti veniva data con tutta la stima e il rispetto del mondo da parte dell'insegnante, piuttosto che quell'8 "sportivo" fondamentale per l'ammissione all'esame dato con un "dai, in fondo sei un bravo ragazzo".
Posso accennare all'impatto visivo dicendo che, oltre al mix di colori (e, piccolo spoiler, anche stili 3D differenti e grafica retrogaming) che non nascondono affatto un richiamo a una "chimica" ricreativa di un certo spessore, presenta texture che a tratti eccellono nella resa d'insieme. In altri momenti, invece, restituiscono una sensazione di "plasticosità" che farebbe venir voglia di addentare un essere alieno incontrato per caso.
Nella mia esperienza non sono mancati alcuni bug un po' fastidiosetti: nulla di grave, risolto al massimo ricaricando l'ultimo checkpoint. Procedendo di fretta verso l'obiettivo, ad esempio, è capitato più volte di non far scattare il trigger di un determinato evento, rendendo impossibile progredire; altre volte, cadendo da una piattaforma, invece di respawnare nel punto in cui avevo fallito sono stato rigenerato fuori dalla mappa. Per dovere di cronaca, so che in rete molti hanno lamentato problemi tecnici più marcati legati all'ottimizzazione generale, ma personalmente, stabilità e framerate non mi hanno dato particolari grattacapi durante la run.
Credo che, oltre a definirsi un action sparatutto in prima persona, questo gioco strizzi l'occhio ai boomer-shooter: i combattimenti sono molto frenetici, ben accompagnati da un comparto musicale altrettanto ritmato. La quantità di spazio e le meccaniche a disposizione per affrontare boss o semplici ondate di nemici rendono il tutto una scarica adrenalinica più che una prova di estrema difficoltà.
Modalità di gioco e Gunplay
Pur non avendo la pretesa di essere un open world, il titolo scorre su binari abbastanza serrati ma offre hub leggermente più ampliati e stratificati rispetto al passato.
Avremo una serie di missioni principali legate alla trama, dalle quali potremo discostarci solo tra un incarico e l'altro. In queste fasi esplorative potremo setacciare le zone sbloccate per raccogliere collezionabili, casse di crediti o cosmetici. Molte aree nascoste, però, richiedono equipaggiamenti specifici per essere raggiunte. E qui entra in gioco una delle novità più azzeccate del titolo: lo skateboard. Questa meccanica non si limita a velocizzare gli spostamenti, ma ridisegna l'approccio alle fasi platform e garantisce una mobilità inedita e divertente anche nel mezzo delle sparatorie, rendendo il backtracking molto meno pesante.
Durante il mio gameplay mi sono concentrato sulla questline principale, deviando solo di tanto in tanto per fare cassa, il che mi è bastato per potenziarmi a dovere.
Il sistema di combattimento rimane semplice e caciarone. Oltre al set di partenza, avremo la possibilità di "incontrare" nuove armi da aggiungere all'arsenale. Senza gridare al miracolo dell'innovazione, va detto che il team si è sforzato di inserire dinamiche bizzarre: vi capiterà, ad esempio, di impugnare due armi contemporaneamente. Ogni bocca da fuoco mantiene la sua abilità unica (che richiede un tempo di ricarica) e un fuoco secondario, confermando la volontà del gioco di non prendersi mai sul serio.
In questo capitolo viene ulteriormente amplificata anche la verbosità dei dialoghi: non per dare profondità letteraria, ma per esasperare l'idiozia dei comprimari. C'è persino un'opzione per limitare il parlato delle nostre armi perché sì, non stanno mai zitte. Ma le vedremo fare cose che non ci aspetteremmo e che mi hanno sempre fatto ridere.
Storia
Per chi non avesse giocato il primo capitolo: state tranquilli, High on Life 2 è godibilissimo anche senza conoscenze pregresse, dato che riassume e contestualizza a sufficienza i fatti passati.
All'inizio del gioco ripercorriamo la strada del nostro successo: siamo la famosa squadra che ha smantellato il temibile cartello G3, ogni missione è un successo e, da bravi cacciatori di taglie, ci crogioliamo nel lusso. Tutto sembra idilliaco finché, durante una caccia, incappiamo in un bersaglio che ribalterà il nostro status, facendoci diventare i ricercati numero uno della galassia.
Tra drammi familiari e armi dal grilletto (e dalla lingua) facile, scopriremo che dietro la nostra disgrazia si cela un nemico ben più grottesco e infido. Senza fare troppi spoiler, vi basti sapere che dovremo fare i conti con una corporazione disposta a tutto pur di lanciare sul mercato il suo nuovo antidepressivo... ricavato letteralmente dagli esseri umani. Una satira anticapitalista spietata che si sposa perfettamente con l'idiozia dilagante dell'universo di gioco e che, ancora una volta, ci chiamerà a risollevare (o affossare definitivamente) le sorti della razza umana.
Critiche
Uscendo per un momento dalla mia bolla personale per dare uno sguardo a mente fredda all'accoglienza generale, il sentimento medio attorno a High on Life 2 si allinea in realtà perfettamente con quel "collocarsi nel mezzo" di cui vi parlavo all'inizio.
La maggior parte dei pareri concorda sul fatto che il titolo riesca a mantenere intatta l'energia anarchica e l'umorismo fuori di testa del primo capitolo, superando agilmente i dubbi sulla scrittura. I personaggi bizzarri e le assurde battaglie contro i boss sono considerati, quasi all'unanimità, il vero motore che spinge a superare l'avventura col sorriso.
Tuttavia, le note dolenti non mancano e picchiano principalmente sul lato ludico e tecnico. Molti lamentano che le sparatorie, per quanto veloci, restino troppo goffe e semplicistiche. Nonostante le trovate bizzarre, il gunplay non sembra aver fatto quel grande balzo in avanti sperato, faticando a competere con titoli del genere decisamente più solidi e rifiniti. Anche il tanto apprezzato skateboard è un elemento divisivo: utilissimo per l'esplorazione, secondo una fetta di pubblico rende le arene di combattimento forse un po' troppo caotiche, distogliendo l'attenzione dallo scontro a fuoco vero e proprio.
Infine, il classico elefante nella stanza: l'ottimizzazione. Sebbene io sia stato piuttosto graziato durante la mia run, il lancio è stato percepito da molti come un po' troppo "grezzo", con svariati problemi di performance e crash che hanno reso necessarie repentine patch post-lancio per sistemare le cose.
In sintesi, il verdetto medio lo dipinge come un diamante tremendamente imperfetto: un sequel che alle volte pecca di ambizione inciampando in vecchi difetti, ma che rimane enormemente spassoso se si accetta il patto di farsi trascinare dalla sua pura, caciarona follia.